Quel Giorno che decisi di emigrare.

Una sera tornato a casa dal mio consueto pesante lavoro dei campi e sulla spalla portavo l’attrezzo di lavoro, mi sentivo affaticato depresso è triste. Frugai nelle mie tasche per trovare qualche spicciolo, ho trovato solo polvere di terra e un tozzo di pane duro rimasto dal pranzo giornaliero . ( IL Pranzo del giorno era: un pezzo di pane a volte anche duro, un pezzo di formaggio, un frutto di stagione,e una brocca d’acqua (che durante il giorno sotto i raggi del sole diventava calda).
Avevo tanti pensieri che vagavano nella mia mente volevo migliorare la mia vita, e la mia esistenza.
Ma in quel paese Non avevo alternative future,non c’era altro lavoro se non quello dei campi; non esisteva la possibilità di cambiamento, troppi erano i disagi economici in quel ridente paese .
Ero arrivato al crocevia e dovevo scegliere una strada da seguire……..prendere una decisione forte………..___ Percorrere il sentiero che mi portava verso ( l’illecito, ) _________ ho emigrare verso il nord’ Italia alla ricerca di un lavoro onesto che mi dava dignità , possibilità di migliorare. ______________________________ _______________
Decisi di partire, affrontare quel lungo viaggio, inseguire il sogno e il futuro della mia vita._________________________ _____________
Ma lasciare tutto quello che avevo: la casa, la mia famiglia, gli amici, il paese in cui sono legato era triste e doloroso._____________________ __ Non era facile decidere. Dove andavo? Chi trovavo? Come era la vita altrove? Sapevo quello che lasciavo, ma non sapevo cosa avrei trovato.______________________ _____
La paura più grande era: cosa dicesse la gente del paese se non sarei riuscito, se avessi peggiorato…_________
__Non è facile affrontare le dicerie, le critiche, i giudizi negativi.. ——–Non è facile.—–

Però andare via da quel paese povero era l’unica via per migliorare._____
Una sera avvolto dai miei pensieri, cancello i miei dubbi
___ Decisi di rischiare tutto in quest’avventura, e partire subito preparo un po di cose e il giorno dopo … PARTO ____ non sapevo precisamente dove mi sarei fermato, pensavo al Nord’ITALIA null’altro.____-
A sera, Giunta l’ora della partenza avvertivo un calore in tutto il corpo,bruciava più del fuoco.
Sentivo il forte magone e la gola annodarsi, stringeva sempre di più, non respiravo …… e scoppio in lacrime. Abbraccio forte mia madre , mio padre gli amici, come se fosse l’ultima volta, e non dovessi mai più tornare.
Alla stazione il treno era in attesa , pronto per ripartire. .Un nuovo forte abbraccio ai miei cari e salgo in fretta . Le lacrime scendevano come un fiume in piena sulle mie guance,sgorgavano da fonti sconosciuti, il cuore lo sentivo spezzare, era troppo forte il dispiacere di lasciare,quella gente, quel posto dove ero nato, quella terra in cui ero legato.
Forse ero ancora in tempo di restare , ma una forza mi spingeva, diceva di andare verso quel futuro.____________—
Il cuore non lo sentivo più, batteva a mille……. stava per scoppiare……..
Mi sono affacciato al finestrino mentre il treno si muoveva..
____Partivo ….____ Saluto ancora tutti con la mano come se fosse l’ultimo mio saluto a chi si ama ,mentre il vento sul mio viso le lacrime asciugava…………..
Mi chiedevo perché dovevo per forza lasciare tutto quello che avevo, le tante cose belle, tutto ciò che tanto amavo i miei ricordi più belli…………….
È il destino?, ……….. il dovere?……… è la vita che ci guida e ci conduce verso un futuro? ………… MI chiedevo perchè, e Cosè ? …..
Il treno si allontanava velocemente, andavo verso una mèta, un destino , che non sapevo come sarebbe stato.
Mi guardavo intorno, e nel buio della notte non vedevo nulla ero solo……………………….. sentivo soltanto il …tok tok, …..tok tok,…. delle ruote del treno, il fischio, il fruscio del vento sui finestrini,nella mia mente i pensieri vagavano incontrollati………….
Avevo portato con me una vecchia valigia ,uno scatolo di cartone con del pane e poche cose per sopravvivere nei primi giorni…………………… ……
In una tasca avevo il biglietto e pochi spiccioli,__________ l’altra era vuota, ma piena di speranze , progetti e tanta volontà ._______
Nella mia mente piena di domande c’era tanta voglia di fare,raggiungere l’obiettivo di avere una vita dignitosa, (non quella di uno schiavo) e la promessa che dovevo riuscire a migliorare……Affiorava continuamente nei miei pensieri la domanda: E se non sarei riuscito? … In quel preciso istante ho messo da parte il mio orgoglio, decisi di non dare più retta alle dicerie. La gente, mi poteva solo dire: ( E’ MORTO ONESTO e DISPERATO, MA ALMENO CI HA PROVATO).
Avevo un solo desiderio: Migliorare la mia vita, e la gioia di un giorno a quel ridente paese ritornare. ……… Fy _ Un piccolo granello.
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RINGRAZIO GLI AMICI DI BLOG. che sono sempre presenti nei momenti di difficoltà.

Quel Giorno che decisi di emigrare.ultima modifica: 2004-05-10T14:25:28+02:00da granello2
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22 pensieri su “Quel Giorno che decisi di emigrare.

  1. Eccoti:-))))Men o male va! Sinceramente non sapevo proprio come aiutarti e meno male che halya e’ stata prontissima.Dov resti ringraziare lei…:-)))Una buona giornata caro granello.Staser a torno con calma e mi leggo il tuo sicuramente delizioso post.Ora purtroppo devo scappare:-)))Un baciotto…Ange lika^_^

  2. Ciao Fy, i tuoi post sanno sempre di vita , di vita passata, di vita presente, in ogni tua parola traspare la passione con cui solo le persone vere sanno vivere, sicuramente le cose da quel giorno ad oggi sono cambiate, hanno avuto la sua evoluzione e io sono sicura che ce l’hai messa tutta per migliorarti , e ringrazia oggi solo te stesso per quello che sei per il tuo grande cuore e per la tua grande sensibilita, un abbraccio Cantodiunadonna , ma dove sei stato, mi sei mancato, spero che sia tutto ok, un bacione Alessandra

  3. Non preoccuparti se a volte non puoi venirmi a trovare, questo non ha nessuna importanza, nella vita ci sono molte cose da fare e hanno il diritto di avere la precedenza, tanto io sono qui non scappo e quando vuoi ti accolgo con molto piacere, quindi non farti problemi .Alessandra

  4. Sai che abbiamo un’altra coincidenza, io abito in un paesino che confina con Parabiago,dove tra l’altro ci abitano mia mamma e mia sorella, conosco anche Gallarate che è un po’ piu’ distante e li ha un pub la mia amica Loredana, ma guarda un po’, è vero si dice ama chi ti ama, e poi si finisce per amare chi ne potrebbe fare a meno, sai io non credo che lei non ti ami, ma forse ti sfugge per non soffrire per l’ennesima volta, perchè l’amore alla fine è anche sofferenza,e non tutti sanno soffrire ,perchè a volte si è divisi da molte cose, e quel no è solo dettato da qualcosa che non è mancanza d’amore per te ma probabilmente da altro, noi donne a volte siamo molto complicate,a volte siete proprio voi uomini a complicare tutto , ma questo è un discorso generale, mentre da te traspare quell’amore vero e pulito per quella fortunata donna…..ti abbraccio e grazie per le tue bellissime e sentite parole Alessandra

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